
DOMENICO COCCHIARA
L'ANGELICA FARFALLA
“Non v'accorgete voi che noi siam vermi
nati aformar l'angelica farfalla,
che vola a la giustizia sanza schermi?”
Canto X del Purgatorio della Divina Commediadi Dante Alighieri (vv. 124-126)
Realizzata con frammenti di piastrelle, quest'opera rappresenta la forza dellatrasformazione. Ogni tessera, semplice e unica, trova il proprio significatonell'insieme, dando vita a una farfalla: simbolo di rinascita, speranza e bellezzacondivisa.Come il verme di Dante si trasforma in “angelica farfalla”, anche il paese puòtrasformarsi in qualcosa di meraviglioso attraverso il contributo di tante piccole parti,di tante storie e di tante persone che, insieme, ne rivelano il valore nascosto.Ogni tessera racconta una storia. Insieme, raccontano il futuro di una comunità.
DOMENICO COCCHIARA
L'ANGELICA FARFALLA
“Non v'accorgete voi che noi siam vermi
nati aformar l'angelica farfalla,
che vola a la giustizia sanza schermi?”
Canto X del Purgatorio della Divina Commediadi Dante Alighieri (vv. 124-126)
Realizzata con frammenti di piastrelle, quest'opera rappresenta la forza dellatrasformazione. Ogni tessera, semplice e unica, trova il proprio significatonell'insieme, dando vita a una farfalla: simbolo di rinascita, speranza e bellezzacondivisa.Come il verme di Dante si trasforma in “angelica farfalla”, anche il paese puòtrasformarsi in qualcosa di meraviglioso attraverso il contributo di tante piccole parti,di tante storie e di tante persone che, insieme, ne rivelano il valore nascosto.Ogni tessera racconta una storia. Insieme, raccontano il futuro di una comunità.
BASHKË URBAN ART
Bashkë Associazione Culturale
Via Salita Toia, Piana degli Albanesi (Palermo) Italia
associazionebashke@gmail.com
BASHKË URBAN ART
Bashkë Associazione Culturale
Via Salita Toia, Piana degli Albanesi (Palermo) Italia
associazionebashke@gmail.com

DOMENICO COCCHIARA
IG
L'ANGELICA FARFALLA
Espressionismo materico la sua cifra.
L’artista siciliano Domenico Cocchiara dipinge la sua terra natia come un sogno sospeso tra il respiro del mare e il silenzio dell’entroterra. Nelle sue opere, la Sicilia si fa racconto e visione: una trama di colori accesi, di campanili che si piegano al vento come danzatori antichi, di drizze che dondolano lente nei porti assolati, di borghi aggrappati al cielo come nidi di pietra. Il colore puro, spalmato con la spatola, diventa sostanza viva: vibra, respira, racconta Le tonalità calde e luminose evocano il sole e il mare di Sicilia, ma anche le voci, i suoni, le malinconie di una terra antica. Ogni sua opera è un ponte tra passato e presente, un invito a guardare la Sicilia con occhi nuovi, non solo come luogo geografico, ma come orizzonte interiore. Autore di sculture, murales e opere site-specific disseminati in tutta l’isola, Cocchiara trasforma spazi urbani e rurali in paesaggi emotivi, dove il colore diventa linguaggio comunitario. Le sue creazioni dialogano con le pietre, con il vento, con le voci della gente: frammenti di bellezza che rendono omaggio alla cultura locale e ne rinnovano l’anima. Così, tra luce e ombra, tra mare e montagna, tra memoria e sogno, Domenico Cocchiara continua a raccontare la sua Sicilia: un’isola viva, sospesa nel tempo, che ondeggia come uno scafo tra realtà e pigmento.
DOMENICO COCCHIARA
IG
L'ANGELICA FARFALLA
Espressionismo materico la sua cifra.
L’artista siciliano Domenico Cocchiara dipinge la sua terra natia come un sogno sospeso tra il respiro del mare e il silenzio dell’entroterra. Nelle sue opere, la Sicilia si fa racconto e visione: una trama di colori accesi, di campanili che si piegano al vento come danzatori antichi, di drizze che dondolano lente nei porti assolati, di borghi aggrappati al cielo come nidi di pietra. Il colore puro, spalmato con la spatola, diventa sostanza viva: vibra, respira, racconta Le tonalità calde e luminose evocano il sole e il mare di Sicilia, ma anche le voci, i suoni, le malinconie di una terra antica. Ogni sua opera è un ponte tra passato e presente, un invito a guardare la Sicilia con occhi nuovi, non solo come luogo geografico, ma come orizzonte interiore. Autore di sculture, murales e opere site-specific disseminati in tutta l’isola, Cocchiara trasforma spazi urbani e rurali in paesaggi emotivi, dove il colore diventa linguaggio comunitario. Le sue creazioni dialogano con le pietre, con il vento, con le voci della gente: frammenti di bellezza che rendono omaggio alla cultura locale e ne rinnovano l’anima. Così, tra luce e ombra, tra mare e montagna, tra memoria e sogno, Domenico Cocchiara continua a raccontare la sua Sicilia: un’isola viva, sospesa nel tempo, che ondeggia come uno scafo tra realtà e pigmento.
Sergio La Barbera
IG
LA RICAMATRICE
MAP
Sergio La Barbera nasce a Palermo il 16/05/1997. Si diploma al liceo artistico Renato Guttuso e successivamente consegue il diploma accademico come maestro d’arte al triennio di pittura all’Accademia di belle Arti di Palermo. Nel 2023 prende il diploma accademico di secondo livello in pittura al biennio specialistico presso l’Accademia di belle arti di Palermo. Attualmente è cultore della materia presso l’Accademia di Belle arti di Palermo.
Fra le principali mostre collettive ci sono “Superfresh”, a cura di Giovanni Scucces, Galleria Sacca; “Forme consapevoli”, a cura di Mario Bronzino, Fondazione Amleto Bertoni, Saluzzo (CN); “StandPalermo”, a cura di Vito Chiaramonte, elenk’art-Pinakothek’a;”No Time No Space”, a cura di Martina Sanzeri, Marta Mangiapane e Chiara Callari, spazio LOC; “Cantieri in corso”, a cura di Gianna Di Piazza, Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo; “Codici”, Pagine d’artista a cura di Ilaria Cascino, Galleria d’arte moderna e contemporanea “Giuseppe Sciortino”, Complesso Monumentale Guglielmo II, Monreale;”Polizzi Generosa” Arte Contemporanea, a cura di Doriana Bruccoleri; Covo, a cura di Marcello Carriero, Palazzo Oneto di Sperlinga di Roberto Bilotti D’Aragona, Palermo.
Nel 2023 ha realizzato anche la mostra personale “storie oniriche di materia” a cura di Giuseppe Maiorana, Momentum, Selinunte.
Fra le collaborazioni troviamo quelle con Igor Scalisi Palminteri e con Giulio Rosk per la realizzazione di diversi murales. Inoltre è stato assistente di Fulvio Di Piazza nel suo studio personale.
Sergio La Barbera
IG
LA RICAMATRICE
MAP
Sergio La Barbera nasce a Palermo il 16/05/1997. Si diploma al liceo artistico Renato Guttuso e successivamente consegue il diploma accademico come maestro d’arte al triennio di pittura all’Accademia di belle Arti di Palermo. Nel 2023 prende il diploma accademico di secondo livello in pittura al biennio specialistico presso l’Accademia di belle arti di Palermo. Attualmente è cultore della materia presso l’Accademia di Belle arti di Palermo.
Fra le principali mostre collettive ci sono “Superfresh”, a cura di Giovanni Scucces, Galleria Sacca; “Forme consapevoli”, a cura di Mario Bronzino, Fondazione Amleto Bertoni, Saluzzo (CN); “StandPalermo”, a cura di Vito Chiaramonte, elenk’art-Pinakothek’a;”No Time No Space”, a cura di Martina Sanzeri, Marta Mangiapane e Chiara Callari, spazio LOC; “Cantieri in corso”, a cura di Gianna Di Piazza, Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo; “Codici”, Pagine d’artista a cura di Ilaria Cascino, Galleria d’arte moderna e contemporanea “Giuseppe Sciortino”, Complesso Monumentale Guglielmo II, Monreale;”Polizzi Generosa” Arte Contemporanea, a cura di Doriana Bruccoleri; Covo, a cura di Marcello Carriero, Palazzo Oneto di Sperlinga di Roberto Bilotti D’Aragona, Palermo.
Nel 2023 ha realizzato anche la mostra personale “storie oniriche di materia” a cura di Giuseppe Maiorana, Momentum, Selinunte.
Fra le collaborazioni troviamo quelle con Igor Scalisi Palminteri e con Giulio Rosk per la realizzazione di diversi murales. Inoltre è stato assistente di Fulvio Di Piazza nel suo studio personale.
Daniele Paternostro
IG
IL FABBRO
GJEL
MAP
Daniele Paternostro, nato a Corleone il 17 luglio 1994, ha manifestato sin da piccolo un profondo interesse per l'arte, rappresentando attraverso il disegno le emozioni che più lo colpivano. Durante gli anni di studio presso il Liceo Artistico Renato Guttuso di Bagheria, ha affinato la sua tecnica e ampliato le sue conoscenze artistiche. Successivamente, da autodidatta, ha perfezionato la sua pittura dedicandosi quotidianamente alla pratica e studiando con attenzione sia le opere di artisti contemporanei sia la realtà che lo circonda.
Daniele Paternostro
IG
IL FABBRO
GJEL
MAP
Daniele Paternostro, nato a Corleone il 17 luglio 1994, ha manifestato sin da piccolo un profondo interesse per l'arte, rappresentando attraverso il disegno le emozioni che più lo colpivano. Durante gli anni di studio presso il Liceo Artistico Renato Guttuso di Bagheria, ha affinato la sua tecnica e ampliato le sue conoscenze artistiche. Successivamente, da autodidatta, ha perfezionato la sua pittura dedicandosi quotidianamente alla pratica e studiando con attenzione sia le opere di artisti contemporanei sia la realtà che lo circonda.
Loste - Mirco Cavallotto
IG
GJEGËM
MAP
Conosciuto come Loste, è un artista siciliano nato a Caltanisetta nel 1987 e uno dei principali interpreti dell’arte figurativa contemporanea. Ha realizzato opere in tutta Italia, ma anche in Europa, Brasile e Messico, affrontando tematiche politiche e sociali. Il suo stile prevede opere figurative iperrealistiche utilizzando superfici di diverse dimensioni. I suoi lavori sono principalmente realizzati con pittura a spray ma all’occorrenza utilizza anche altre tecniche.
Loste - Mirco Cavallotto
IG
GJEGËM
MAP
Conosciuto come Loste, è un artista siciliano nato a Caltanisetta nel 1987 e uno dei principali interpreti dell’arte figurativa contemporanea. Ha realizzato opere in tutta Italia, ma anche in Europa, Brasile e Messico, affrontando tematiche politiche e sociali. Il suo stile prevede opere figurative iperrealistiche utilizzando superfici di diverse dimensioni. I suoi lavori sono principalmente realizzati con pittura a spray ma all’occorrenza utilizza anche altre tecniche.
Simone Zanaglia e Fausto Guillermo Tabora Garcia
MEMORIA
MAP
Due scultori che hanno fatto della loro passione una missione: donare opere affinché venissero riqualificate realtà realmente disagiate. Hanno realizzato opere in tutto il mondo ma l’importanza di fare qualcosa per la propria terra li ha riportati al proprio paese di origine. Simone viene da Carrara e quindi grazie alla tradizione legata alla sua terra conosce tutte le tecniche legate all’estrazione e alla lavorazione del marmo, Fausto invece proviene dall’Honduras, un paese che accusa gravi problemi sociali ed è per questo che realizza opere dal grande impatto emotivo per creare sviluppo e rendere attrattivo il territorio da un punto di vista turistico.
Simone Zanaglia e Fausto Guillermo Tabora Garcia
MEMORIA
MAP
Due scultori che hanno fatto della loro passione una missione: donare opere affinché venissero riqualificate realtà realmente disagiate. Hanno realizzato opere in tutto il mondo ma l’importanza di fare qualcosa per la propria terra li ha riportati al proprio paese di origine. Simone viene da Carrara e quindi grazie alla tradizione legata alla sua terra conosce tutte le tecniche legate all’estrazione e alla lavorazione del marmo, Fausto invece proviene dall’Honduras, un paese che accusa gravi problemi sociali ed è per questo che realizza opere dal grande impatto emotivo per creare sviluppo e rendere attrattivo il territorio da un punto di vista turistico.
ANDREA BUGLISI
SKANDERBEG
Giorgio Castriota, detto Skanderbeg, è stato il condottiero, patriota e principe albanese che guidò i suoi connazionali alla ribellione contro l’occupazione dell’Albania da parte dei turco-ottomani. È considerato l’eroe nazionale albanese.
Il primo piano ne esalta lo sguardo fiero e riflessivo ed emerge plasticamente dalle antiche pietre del quartiere Sheshi che appare come il suo contesto storico naturale.

ANDREA BUGLISI
SKANDERBEG
Giorgio Castriota, detto Skanderbeg, è stato il condottiero, patriota e principe albanese che guidò i suoi connazionali alla ribellione contro l’occupazione dell’Albania da parte dei turco-ottomani. È considerato l’eroe nazionale albanese.
Il primo piano ne esalta lo sguardo fiero e riflessivo ed emerge plasticamente dalle antiche pietre del quartiere Sheshi che appare come il suo contesto storico naturale.

DANIELE PATERNOSTRO
GJEL
L'opera, situata nei pressi di un pollaio, rende omaggio alla tradizione pasquale arbëreshe con le sue tipiche uova rosse e agli animali che anticamente scorazzavano indisturbati per le strade del borgo. Al centro l'uovo, decorato con lo stemma dell'Albania, si staglia sul fondo verde del portone della chiesa madre. In primo piano un enigmatico gallo ne fa da guardiano.

DANIELE PATERNOSTRO
GJEL
L'opera, situata nei pressi di un pollaio, rende omaggio alla tradizione pasquale arbëreshe con le sue tipiche uova rosse e agli animali che anticamente scorazzavano indisturbati per le strade del borgo. Al centro l'uovo, decorato con lo stemma dell'Albania, si staglia sul fondo verde del portone della chiesa madre. In primo piano un enigmatico gallo ne fa da guardiano.

MIRKO LOSTE
GJEGJËM
Gjegjëm, che in arbëreshe vuol dire “ascoltami”, è un omaggio alla tradizione linguistica e culturale di questi luoghi (piana degli albanesi). È un invito alla ricerca e allo studio di un popolo che, grazie al loro forte senso di comunità, tramandano e custodiscono ormai da moltissime generazioni una lingua affascinante e profonda riuscendo a proteggerla dalle variazioni del tempo. Le labbra simboleggiano quindi la parola mentre la ginestra rappresenta la città vista la forte presenza di questa pianta nel territorio.

SIMONE ZANAGLIA & FAUSTO GUILLERMO TABORA GARCIA
MEMORIA
Attaccamento alla terra, alle proprie radici. Le mani sono scolpite sulla pietra con l’intento di mostrare la potenza e la forza interiore che emerge dall’identità e dalla connessione con il luogo di origine. Quest’opera è un richiamo a riflettere sulle proprie radici, sulla connessione con il territorio e sull’importanza di preservare le tradizioni culturali. Invita a contribuire attivamente al progresso della propria comunità, per garantire la conservazione di un patrimonio inestimabile. Questa comunità ha bisogno di individui che emergano sul territorio per continuare a preservare e valorizzare il patrimonio artistico-culturale che caratterizza la comunità di Piana degli Albanesi.

ANDREA BUGLISI
IL DONO
Una Gazza ladra, volatile molto presente nel territorio, non resiste dal rubare un luccicante e prezioso pendente - produzione di qualificati orafi locali che tengono viva una lunga tradizione legata al sacro e alla ritualità - e portarlo al suo amore in quello che sembra essere il loro nido.


ANGELO CRAZYZONE
BUKURÌA ARBËRESHE
La figura femminile ritratta porta lo spettatore in un mondo carico di fascino e mistero: quello della cultura arbëreshë. La presenza è caratterizzata dallo sguardo fiero e sereno, che incarna la forza e la determinazione di un popolo antico.
L’abito tradizionale infine è ricco di simboli ed elementi decorativi tipici della cultura arbëreshë. Il murales è un omaggio alla bellezza e all’eccellenza artistica della cultura arbëreshë in chiave contemporanea.


MAURO PATTA
PENSIERI
L’opera è un vero omaggio al territorio di Piana degli Albanesi, ai suoi colori e alle sue tradizioni. Protagonista è una figura femminile in abito tradizionale caratterizzato dal lungo copricapo nero (abito che rappresenta l’identità culturale di questo territorio), che cammina nelle strade del centro storico assorta tra i pensieri.
Alle sue spalle sono presenti tessuti e colori che richiamano l’abito stesso come il rosso della gonna, l’azzurro e il tipico ricamo oro.

IGOR SCALISI PALMINTERI
SAN GIORGIO
IL TRIONFO DELLA LUCE
Un’icona contemporanea che si espande sulla superificie e immaginificamente anche nello spazio. Il male contro il bene. Il drago contro San Giorgio, ma anche il suo cavallo bianco.
Il drago infilzato già non esiste quasi più, è trasparente, solo un disegno, già contagiato dall’oro della lancia del suo temerario cacciatore.
San Giorgio è concentrato, per sconfiggere il male non occorre clamore piuttosto silenzio. Il male è dentro ognuno di noi, dobbiamo imparare a riconoscerlo per dargli la caccia.



Angelo Crazyone
IG
BUKURIA ARBËRESHE
MAP
(Caltanissetta, 1990) Diplomato all’Istituto Statale d’Arte e poi all’Accademia di Belle Arti di Palermo, nel 2003 inizia a muovere i primi passi nel mondo del writing.
A partire dal 2006 ha partecipato a importanti convention e mostre collettive, realizzando diverse opere di comittenza pubblica, tra le quali i recenti interventi a Londra, Palermo, Favara, Caltanissetta, Menfi e Marsala.
Rompendo gli schemi e le prerogative proprie della Street art, quali velocità e improvvisazione, ha contrapposto minuzia tecnica ed estrema concentrazione, sviluppando esperienze più mature e complete.
Pratica la StreetArt con una predilezione per le forme geometricamente complesse.
Le opere di Crazyone acquisiscono forma man mano che l’osservatore se ne allontana; da vicino i suoi interventi e i suoi lavori rasentano l’astrattismo, con un aggrovigliarsi di tratteggi, punti e segni.
Questi moduli geometrici sono ottenuti attraverso degli stencil, unici e complessi. Attraverso un retino scompone e ricostruisce l’immagine, in un gioco di creazione e distruzione. L’iconografia di Crazyone attinge al suo quotidiano e racchiude il suo mondo.
Igor Scalisi Palminteri
IG
SAN GIORGIO. IL TRIONFO DELLA LUCE
MAP
(Palermo, 1973) All’età di 20 anni entra a far parte dell’ordine dei frati cappuccini e con loro trascorre 7 anni.
Diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo, ha esposto in numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Elemento costante in tutta la sua produzione è un senso riveduto, distorto e ambiguo del sacro.
Se da un lato rappresenta i santi come semplici esseri umani, dall’altro si riappropria di alcune icone, rielaborandole senza mai privarle della loro sacralità, punto di partenza per un’indagine sulla natura umana e la sua identità.
Ha animato diversi laboratori di arti visive rivolti a minori a rischio di esclusione sociale, collaborando con Istituti Scolastici e con i servizi sociali (USSM). Dal 2018 sceglie di dedicarsi quasi esclusivamente agli interventi urbani, dove opera dialogando con gli abitanti e diffondendo attraverso l’arte un senso di comunità e di cura. Le sue opere diventano patrimonio dei luoghi in cui si trovano.
Importanti interventi come La Santa Morte, San Benedetto il Moro, Viva Santa Rosalia vengono realizzati nel corso di quest’anno. Sempre nel 2018 cura il progetto Cartoline Ballarò, che prevede la realizzazione di 5 muri dipinti da Andrea Buglisi (co-curatore), Alessandro Bazan, Fulvio Di Piazza e Crazyone. Il progetto ha una forte risonanza e un impatto intenso sul paesaggio urbano. Dal 2022 Netflix trasmette il documentario Prospettiva Ballarò, che racconta i 5 interventi pittorici all’interno del quartiere Ballarò.
Nel 2019 realizza Sangu e Latti su un prospetto del quartiere Sperone di Palermo, iniziando così un percorso insieme alle realtà locali. Nel 2021 sarà così uno dei co-ideatori di Sperone167.
Del 2022 l’uscita del documentario Il Gabbiano più inutile del mondo che racconta la sua storia ed i suoi interventi nei quartieri ad alto rischio di esclusione sociale. Dal 2018 collabora con lo studio di architettura AM3 per la realizzazione di opere d’arte ed arredi per una nuova chiesa nell’Arcidiocesi di Agrigento consacrata nel Novembre 2022.
Igor Scalisi Palminteri
IG
SAN GIORGIO. IL TRIONFO DELLA LUCE
MAP
(Palermo, 1973) All’età di 20 anni entra a far parte dell’ordine dei frati cappuccini e con loro trascorre 7 anni.
Diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo, ha esposto in numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Elemento costante in tutta la sua produzione è un senso riveduto, distorto e ambiguo del sacro.
Se da un lato rappresenta i santi come semplici esseri umani, dall’altro si riappropria di alcune icone, rielaborandole senza mai privarle della loro sacralità, punto di partenza per un’indagine sulla natura umana e la sua identità.
Ha animato diversi laboratori di arti visive rivolti a minori a rischio di esclusione sociale, collaborando con Istituti Scolastici e con i servizi sociali (USSM). Dal 2018 sceglie di dedicarsi quasi esclusivamente agli interventi urbani, dove opera dialogando con gli abitanti e diffondendo attraverso l’arte un senso di comunità e di cura. Le sue opere diventano patrimonio dei luoghi in cui si trovano.
Importanti interventi come La Santa Morte, San Benedetto il Moro, Viva Santa Rosalia vengono realizzati nel corso di quest’anno. Sempre nel 2018 cura il progetto Cartoline Ballarò, che prevede la realizzazione di 5 muri dipinti da Andrea Buglisi (co-curatore), Alessandro Bazan, Fulvio Di Piazza e Crazyone. Il progetto ha una forte risonanza e un impatto intenso sul paesaggio urbano. Dal 2022 Netflix trasmette il documentario Prospettiva Ballarò, che racconta i 5 interventi pittorici all’interno del quartiere Ballarò.
Nel 2019 realizza Sangu e Latti su un prospetto del quartiere Sperone di Palermo, iniziando così un percorso insieme alle realtà locali. Nel 2021 sarà così uno dei co-ideatori di Sperone167.
Del 2022 l’uscita del documentario Il Gabbiano più inutile del mondo che racconta la sua storia ed i suoi interventi nei quartieri ad alto rischio di esclusione sociale. Dal 2018 collabora con lo studio di architettura AM3 per la realizzazione di opere d’arte ed arredi per una nuova chiesa nell’Arcidiocesi di Agrigento consacrata nel Novembre 2022.
Andrea Buglisi
IG
IL DONO
SKANDERBEG
MAP
(Palermo, 1974) Si diploma in Decorazione all’Accademia di Belle Arti nel 1998 con una tesi sulla Street Art.
Attualmente insegna Discipline Pittoriche al Liceo Artistico ‘E. Catalano’ di Palermo. Artista attivo dal 2000, si occupa di principalmente di Pittura, con particolare attenzione alle contaminazioni e ibridazioni fra questa e gli altri media espressivi. Descrive la sua ricerca come: “Una specie di trappola visiva.
Tendo ad attirare l’osservatore con immagini accattivanti sotto il profilo cromatico e compositivo che strizzano l’occhio al design e all’advertising.
Ad uno strato più profondo di lettura si scorge però qualcosa di inquieto che, attraverso il binario privilegiato dell’ironia, veicola un messaggio critico nei confronti della società con le sue convenzioni e nevrosi collettive.”
Le opere di Andrea Buglisi sono state presentate in mostre personali e rassegne in Italia e all’estero (Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, Mart museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Stadtgalerie di Kiel, Museum Kunstpalast di Düsseldorf, Biennale di Venezia etc.).
Dal 2018, con lo scopo di veicolare il messaggio artistico verso una platea più ampia e trasversale, è attivo nell’ambito di progetti di di arte pubblica e Street Art.
Per citarne alcuni, il murales Fides in occasione della rassegna Cartoline da Ballarò a Palermo di cui è anche curatore e La porta dei Giganti nei pressi dell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo per la quale vince il prestigioso riconoscimento internazionale Best of may 2021 secondo l’autorevole portale Street Art Cities. Vive e lavora a Palermo.
Andrea Buglisi
IG
IL DONO
SKANDERBEG
MAP
(Palermo, 1974) Si diploma in Decorazione all’Accademia di Belle Arti nel 1998 con una tesi sulla Street Art.
Attualmente insegna Discipline Pittoriche al Liceo Artistico ‘E. Catalano’ di Palermo. Artista attivo dal 2000, si occupa di principalmente di Pittura, con particolare attenzione alle contaminazioni e ibridazioni fra questa e gli altri media espressivi. Descrive la sua ricerca come: “Una specie di trappola visiva.
Tendo ad attirare l’osservatore con immagini accattivanti sotto il profilo cromatico e compositivo che strizzano l’occhio al design e all’advertising.
Ad uno strato più profondo di lettura si scorge però qualcosa di inquieto che, attraverso il binario privilegiato dell’ironia, veicola un messaggio critico nei confronti della società con le sue convenzioni e nevrosi collettive.”
Le opere di Andrea Buglisi sono state presentate in mostre personali e rassegne in Italia e all’estero (Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, Mart museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Stadtgalerie di Kiel, Museum Kunstpalast di Düsseldorf, Biennale di Venezia etc.).
Dal 2018, con lo scopo di veicolare il messaggio artistico verso una platea più ampia e trasversale, è attivo nell’ambito di progetti di di arte pubblica e Street Art.
Per citarne alcuni, il murales Fides in occasione della rassegna Cartoline da Ballarò a Palermo di cui è anche curatore e La porta dei Giganti nei pressi dell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo per la quale vince il prestigioso riconoscimento internazionale Best of may 2021 secondo l’autorevole portale Street Art Cities. Vive e lavora a Palermo.
(Atzara, 1985) Affascinato dalla critica sociale e dal mondo rurale della sua terra, la Sardegna, ha indirizzato la sua ricerca artistica verso l'autoanalisi, indispensabile per arricchire un lavoro dal carattere antropologico.
L’esperienza maturata come pittore di porcellane alla Richard-Ginori ha influenzato l’inserimento di campire decorative dal segno grafico legate ad un’attenta ricerca sui tessuti sardi.
Nel 2014 inizia il suo percorso nell'arte muraria, diventata principale mezzo di espressione, affascinato dal valore sociale di questa pratica, dallo stretto contatto con le persone e dalla possibilità di riqualificare spazi urbani.
Creare un'opera d’arte anche per chi non se la può permettere, per i piccoli centri abitati che hanno fame di cultura, bellezza e confronto con l'esterno, è per Patta il giusto carburante.
“Penso sia molto importante andare avanti senza dimenticare le proprie radici. Mi definisco un ponte tra il muralismo classico sardo e la street art contemporanea. Il mio obbiettivo è stimolare i ricordi degli anziani, far riscoprire le proprie radici ai giovani e far conoscere la storia e le tradizioni di un posto ai visitatori. Tutto questo cerco di farlo in una chiave più moderna, ottenendo quindi, l'attenzione di tutti e ho capito che in Sardegna c'è bisogno di un muralismo legato alla tradizione ma fresco e contemporaneo”.
(Atzara, 1985) Affascinato dalla critica sociale e dal mondo rurale della sua terra, la Sardegna, ha indirizzato la sua ricerca artistica verso l'autoanalisi, indispensabile per arricchire un lavoro dal carattere antropologico.
L’esperienza maturata come pittore di porcellane alla Richard-Ginori ha influenzato l’inserimento di campire decorative dal segno grafico legate ad un’attenta ricerca sui tessuti sardi.
Nel 2014 inizia il suo percorso nell'arte muraria, diventata principale mezzo di espressione, affascinato dal valore sociale di questa pratica, dallo stretto contatto con le persone e dalla possibilità di riqualificare spazi urbani.
Creare un'opera d’arte anche per chi non se la può permettere, per i piccoli centri abitati che hanno fame di cultura, bellezza e confronto con l'esterno, è per Patta il giusto carburante.
“Penso sia molto importante andare avanti senza dimenticare le proprie radici. Mi definisco un ponte tra il muralismo classico sardo e la street art contemporanea. Il mio obbiettivo è stimolare i ricordi degli anziani, far riscoprire le proprie radici ai giovani e far conoscere la storia e le tradizioni di un posto ai visitatori. Tutto questo cerco di farlo in una chiave più moderna, ottenendo quindi, l'attenzione di tutti e ho capito che in Sardegna c'è bisogno di un muralismo legato alla tradizione ma fresco e contemporaneo”.